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RAJASTHAN- Gruppo Agosto min 4 persone

Questo tour, studiato per la nostra clientela più esigente, offre un’ esauriente panoramica dello stato indiano del Rajasthan poiché spazia dalle città con i fiabeschi palazzi, laghi e giardini incantevoli, imponenti fortezze, folle multicolori, ai villaggi di contadini, tessitori, tintori, vasai, senza trascurare le piccole e pittoresche realtà rurali e artigianali. Dal punto di vista logistico il viaggio attraverso le distese del Rajasthan verrà effettuato con mezzo privato con autista ed il soggiorno sarà effettuato presso hotel 4 / 5 stelle in regime di mezza pensione (prima colazione e cena ). Guida/ accompagnatore in lingua italiana per tutto il tour.

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” Sull’argine del fiume”

Giancarlo Pagliero è un narratore dei luoghi della memoria, capace traduttore di ricordi, dote rara, che riporta alla luce periodi storici nell’oggi, nell’immediato, come fossero accaduti adesso, tanto è fedele il riflesso dell’esposizione, del racconto pulito, nudo, per come è stato e come è ancora. Questo Autore offre tutti i momenti vissuti riproducendoli esattamente come fotografie che dalla carta non possono modificarsi né sfuggire allo sguardo; sopra una pellicola protettiva per non farli sbiadire e così, nella sua memoria, tutto rimane e si solidifica, si rafforza e continua a vivere. Si comprende da subito che la storia si snoda in India, terra meravigliosa dalla cultura sofisticata e ricca di dettagli, di minuzie importantissime, di paesaggi splendidi e sì, lontana anni luce dall’Occidente. Accade nell’arco di alcuni anni, quando il protagonista decide di mettersi in stand by dal suo lavoro, guardandosi un pochino più dentro, conoscendo figure determinanti per la sua crescita personale. Ecco il giovane uomo forse un poco stanco di non ritrovarsi, di non conoscere bene la propria identità, qui finalmente capisce cosa sta inseguendo rendendo conto a se stesso, com’è giusto che sia per ogni essere umano. L’arco del tempo lo riporta alla complessità di quella terra lontana dove ha vissuto e compreso meglio l’esistenza, con le sue contraddizioni, laddove solo se si vive con poco e tutto ruota attorno al nucleo familiare (o comunque affettivo), è possibile conoscere il valore del tempo che ci è concesso di vivere, delle meraviglie terrene di cui gioire grazie appunto all’animo ben rifocillato d’emozioni e di sentimenti. Sergio, il protagonista, incontra il sacrificio, la povertà, seppur non direttamente, ma vede e percepisce il disagio di quei popoli devastati da guerre e sopraffazioni, lotte per il potere, la miseria che costringe a volte le persone a trasformarsi in esseri abominevoli, subdoli, capaci di tutto. Alla fine, anche la saggezza diventa precaria quando c’è fame, quando tutto sembra remare contro e rimane il barlume dell’istinto di sopravvivenza, ecco come, probabilmente i popoli, nei secoli, sono andati avanti. Tutto questo Sergio lo scopre pungolato da Miss Hess, durante un soggiorno piuttosto lungo all’albergo Ganesh, dove decide di rimanere in pausa di riflessione lavorativa. Il suo relax diviene un percorso meraviglioso e doloroso al tempo stesso, ma necessario e foriero di illuminazioni. I filosofi e gli intellettuali hanno detto molto sul viaggio, ma raccontarlo e viverlo non è la stessa cosa, e solo chi l’ha provato sulla pelle dovrebbe esprimersi in merito. Ma quello che incontra in realtà è l’amore: il vero protagonista della storia. Ed è Miss Hess che ben coglie il desiderio/bisogno di amore di Sergio, in modo più profondo di quanto lui ne sia consapevole. Miss Hess è una figura carismatica che muove la storia del romanzo: lei ascolta, racconta, consiglia, consola, quasi prevede il futuro e rimane accanto a Sergio, fino in fondo. Lo spinge, quasi lo costringe, verso luoghi sconosciuti e pericolosi, dove però troverà persone in grado di accoglierlo con l’affetto e l’accettazione che mai era riuscito ad afferrare. Lì troverà anche l’amore in tutta la sua passione, contraddizione e incomprensibile tragicità.
La narrazione del romanzo è pregnante e rarefatta a tratti, ma senza mai spersonalizzarsi, e in effetti la presenza del protagonista rimane costante e piena, dapprima con le titubanze, quei misteri di sé e il mettersi in discussione che destabilizzano; poi con la presa di coscienza dell’essere se stessi e pretendere accettazione e rispetto dal mondo. In tutto questo mille vicissitudini descritte come nitidissime fotografie, con una penna semplice ma capace, lineare e vivace, decisa, precisa, anche crudele ma molto vera, fanno da contorno alla storia di questo giovane che non intraprende solo un viaggio in altre, ma lo compie soprattutto dentro di sé.

Pagliero ci racconta un’India sconosciuta, o comunque piuttosto lontana da noi e dalla nostra immaginazione. Lui non ha semplicemente fatto una vacanza, bensì ha messo a soqquadro la propria esistenza, radicando parte di sé in quei luoghi inizialmente incomprensibili e ostili, tanto diversi dal mondo europeo, ma così meravigliosi nella loro tremenda e tangibile povertà. Il coraggio fuoriesce da situazioni come questa, credo, ponendo l’uomo in quella condizione in cui non ha più nulla da perdere perché già tutto è andato perduto; allora ecco che da quel fondo nero si ha il dovere di risalire, di provare a incantarsi ancora, a sognare, a rivalutare tutto quello che ha dato origine, forgiato, plasmato ciò che siamo. Il romanzo scorre fin dalle prime pagine tra luoghi e persone che si muovono attraverso momenti dove si mescolano poesia e immagini: fotogrammi di un film dove il lettore rimane sospeso in emozioni che oscillano tra profondità di pensiero e nitidezza di visione.

Questo libro racchiude la speranza, e ve ne è bisogno, d’essere ancora carezzati dall’umanità di cui siamo dotati, dall’altruismo, dall’interazione con il tatto, il respiro, la voce e lo sguardo verso gli altri. Basta con il mondo tecnologico, con le troppe comodità, con le convenzioni, il tutto pronto. C’è ancora chi sa amare per tutta la vita, chi ci regala l’amicizia e lo fa davvero, chi ci consola senza sbuffare e senza avere fretta. C’è chi ci ama per quel che siamo dentro e va oltre l’aspetto, il sesso, il genere, la posizione sociale. Colui che riesce a vivere di tramonti rosati su fiumi sconosciuti, tra panorami incontaminati e sentimenti autentici, può dirsi fortunato e ricco. Costui potrà attraversare la Terra a piedi nudi senza mai stancarsi per abbracciare il suo sogno, l’altra parte di sé, il senso della propria vita.

Silvia Denti da editor Divina follia

 

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Quella spiaggia meravigliosamente bellissima e bianchissima ( ! )

Lavoro nel mondo del turismo da un sacco di tempo, ma non ho mai potuto sopportare il linguaggio  enfatico che spesso viene usato in questo campo. Quando si fa programmazione non è facile descrivere certi percorsi di viaggio in maniera tale da rispettarne il reale e allo stesso tempo rendere accattivante l’offerta, ma tutto ha un limite.

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Due parole

Due parole su di noi….

Quando si viaggia il bagaglio dev’essere leggero, così come la mente ed il cuore, l’attenzione vigile e l’animo consapevole

Vogliamo portarvi a VEDERE davvero e non solo a guardare.
Vogliamo regalarvi emozioni, ma non solo.
Vogliamo portarvi a comprendere sul serio, a capire, a toccare con mano.
Vogliamo fare del vostro viaggio un’esperienza di vita vera, un’esperienza dei sensi, del cervello e del cuore.

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Non ti ho mai promesso un giardino di rose

Te lo dico così, senza alcun rancore. E’ vero che il cliente è importante, importantissimo anzi, per noi e per tutti, ma ci sono cose che vanno dette,  per chiarezza e per amore di verità. Non vendiamo mai, mai nulla che non sia reale, questo è arcinoto alla gente che decide liberamente di viaggiare con noi, da sempre.

Posto questo dato incontestabile, vedi, ci sono posti al mondo in cui, se ci si vuole andare, bisogna proprio adattarcisi. Veramente, mica per  finta o solo un pochino.

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L’India

L’India non è solo un luogo, è un’esperienza individuale e personalissima. Quando qualcuno mi chiede di descrivere l’India resto sempre senza parole. Non so mai che cosa dire. Qualunque cosa io possa raccontare non sarebbe mai del tutto esaustiva. Ci sono molti falsi miti legati all’India. E molte persone che restano deluse quando la visitano. Ci sono persone che sono legate ad un’immagine romantica dell’India, come quelle dei libri di Kipling. Ci sono persone che

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In India con i vostri bimbi

La nostra India per famiglie vi permetterà di vedere il Paese con i loro occhi, di capire cosa guardano i bambini e cosa vedono gli adulti in quello sguardo. La nostra India vi permetterà di godere dei loro commenti sempre imprevedibili battendo sentieri antichi e sentieri mai percorsi prima: la ricerca delle tigri nei Parchi Nazionali, l’impatto con la ricchezza delle religioni e con chi possiede meno dei nostri figli, la bellezza commovente di una natura che accoglie, le escursioni a dorso di docili elefanti, l’avvistamento in tutta sicurezza degli animali, le soste in comodi alberghi e gli ozi sulle spiagge, a seconda della stagionalità.
I bambini sono attratti dai colori e l’India è un Paese col0ratissimo.

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viaggio in india cose da sapere
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Viaggio in India: 10 cose da sapere subito

Viaggio in India: ecco quello che bisogna sapere prima di partire.

Molto spesso ci vengono poste una serie di domande circa i Paesi dell’Asia di cui ci occupiamo, in  maniera particolare relativamente all’India.

Eccole, in sintesi. E qui le nostre risposte, sperando che la cosa possa essere utile a tutti coloro che sceglieranno l’ India come meta del loro prossimo viaggio.

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