Chi è Giancarlo Pagliero

Giancarlo Pagliero, tour leader, indologo  e consulente di viaggio.giancarlo

Fin da ragazzo, ormai oltre trentacinque anni fa, Giancarlo incomincia a viaggiare intensamente in Europa, America Latina ed Asia

“Il primo amore fu Londra, negli anni Settanta. Per quelli della mia generazione Londra significava libertà, quella che non avevamo o non pensavamo di avere a casa nostra. Era un luogo magico la Londra dei nostri tempi. Ci andavo in treno, con la scusa di migliorare l’inglese con dei corsi mirati in qualche scuola locale, con i soldi racimolati durante l’inverno impartendo lezioni private agli studenti meno dotati, poi l’inglese finivo per parlarlo soprattutto per la strada e con la gente del posto, il modo migliore, credo, per impararlo davvero. Londra era il centro del mondo. Ho dei bellissimi ricordi legati a certe persone e a certe situazioni. Ricordo Hiroko, l’amica giapponese che giunse nella casa che ci ospitava con un vocabolario costituito da tre sole parole pronunciate malissimo, timidissima e sempre sul punto di piangere, oggi Vice Presidente della Sanyo. Amin, un siriano simpatico e religiosissimo con cui divisi il letto per parecchio tempo ( avevamo un solo letto per cui, a turni, uno dormiva sul letto e l’altro su di un pagliericcio buttato sul pavimento ). Samyra, un’iraniana bellissima e conturbante che fumava lunghissime sigarette da un bocchino d’avorio che reggeva fra le sue dita affusolate, alla quale il regime degli ayhathollah aveva sterminato la famiglia intera; lei fuggita da Theran saldata all’interno di un serbatoio di un camion attraverso la Turchia e giunta a Londra quasi per caso. Si andava nei pub la sera, ci si stipava in locali fumosi e presumibilmente alternativi, si trascorrevano le notti a parlare dei sogni e della vita. Le Marlboro rosse che si consumavano frettolosamente fra le nostre dita. Eravamo bramosi di novità, d’aria fresca, pura, pulita, di aria diversa da quella stagnante e asfittica che si respirava a casa nostra. Poi vennero gli anni dell’Inter Rail, 70 mila lire e la prospettiva irrinunciabile di girare l’Europa intera, da nord a sud, da est a ovest, Si visitavano i posti di giorno e si viaggiava la notte. Chilometri e chilometri trascorsi a parlare col mondo, mentre il treno ci portava alla scoperta di posti nuovi e di nuove persone. Ricordo che un notte su di un treno diretto a Barcellona, con la mia amica Monica, incontrammo per caso un ragazzo tedesco con il quale su due piedi decidemmo di dividere una camera per risparmiare. Trascorremmo un bel po’ di notti a dormire tutti e tre su di un grande letto in una pensioncina da quattro soldi come tre vecchi amici. Una cosa del genere oggi sarebbe impensabile, eppure allora non ci sfiorava neppure il pensiero che l’amico appena conosciuto potesse derubarci o farci del male. Eravamo così. Avevamo una fiducia immensa negli altri e nel futuro, anche se nessuno di noi sapeva quale e come sarebbe stato quel futuro. Oggi, che mi trovo a metà strada esatta fra la mia passata gioventù e la mia prossima vecchiaia, guardo con una certa nostalgia a quei giorni trascorsi. Non ho particolari rimpianti, ma qualche nostalgia quella sì . Così imparai a viaggiare e imparai la passione per le persone, per la loro storia e la loro cultura”.

Nel 1978 affronta, con zaino e sacco a pelo,  la catena dell’Himalaya in solitaria, attraversa l’India dal Kashmir al Tamil Nadu, si spinge in Nepal e in Tibet. Vive a Srinagar, nel Kashmir e a Calcutta per un certo periodo di tempo. Viaggia in largo e in lungo in Asia e America Latina fino a che la sua passione non diventa una vera a propria professione.

“Ho scelto questo lavoro soltanto perché mi avrebbe portato a conoscere la gente e il mondo e quindi la genti del mondo. Non ho mai pensato alla paga che avrei percepito. A dire il vero non avevo neppure la minima idea di quanto venisse pagato un accompagnatore turistico o una guida, né se ci sarei campato facendo questo mestiere. Appartengo a quella generazione che si è nutrita di ideali, di politica e di parole, soprattutto d’ ideali. Volevo conoscere il mondo davvero, non solo vederlo. Volevo calarmici dentro e confrontarmi. Ancora oggi la vedo così. Appartengo a quella categoria di persone che pensano che una felicità non condivisa non sia altro che una felicità a metà. Non mi è mai bastato guardare dal di fuori, ho sempre voluto partecipare. E capire soprattutto. Capire come funziona il meccanismo per cui la stragrande maggioranza delle genti del pianeta, per esempio, patissero la fame, la sete, la guerra, l’umiliazione, la malattia, il degrado, mentre pochissimi altri, al contrario, trascorressero la totalità della loro vita negli agi e nell’ inconsapevolezza. Volevo capire se ci fosse un rimedio a questa tremenda ingiustizia. Volevo capire se e in quale modo le religioni potessero condizionare la vita delle persone, essere causa di guerre sanguinose, stravolgere la storia di interi Paesi. Volevo capire se ci fosse un posto al mondo dove sarebbe stato possibile costruire una pace vera, duratura, plausibile, una pace infinita. Volevo mettere alla prova me stesso, fra le altre cose. Ho anche avuto la fortuna d’incontrare delle persone che mi hanno insegnato tanto, anche dal punto di vista professionale. A volte dico che cambierei mestiere. Lo dico quando torno stanco e affaticato da un lungo viaggio di lavoro, con la schiena a pezzi e la voce rauca, ma so che in fondo non è vero”.

 

 

giancarlo paglieroGiancarlo parla correttamente inglese e spagnolo. Sta perfezionando l’arabo e il cinese.

Attualmente vive a Treviso. Ha frequentato il Corso di Laurea in Lingue e Letterature straniere presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Torino e il King’s College a Londra. Collabora con alcuni fra i più importanti tour operator stranieri in qualità di tour leader: Destinasia Journeys,Thomas Cook, Shangrila Tours, Himalayan Tours & Travels, Zulekha’s Brothers per quanto riguarda gruppi di lingua inglese in India, Kashmir & Laddak e Tibet. VOS per quanto riguarda la Scandinavia, altra sua grandissima passione.

Oggi è comproprietario di Viagginoriente  con sede a New Delhi, India, un tour operator che propone gran parte delle più suggestive mete dell’Oriente, una parte del mondo che conosciamo e che amiamo profondamente: India, Tibet, Bhutan, Nepal, Sri Lanka, Indocina, Cina e Asia Centrale.

 

Giancarlo Pagliero collabora costantemente da anni con alcuni fra i più prestigiosi operatori turistici italiani , per le aree asiatiche, in particolar modo India, Sri Lanka, Tibet, Bhutan, Nepal, Cina, Sud Est asiatico e Asia Centrale. Presta la sua collaborazione in veste di coviaggio di gruppo organizzatonsulente anche per l’America Latina: Perù, Argentina e Cile. La sua predisposizione ai contatti umani l’ha portato a condurre gruppi di non vedenti e diversamente abili in diverse zone dell’Asia. Giancarlo parla il linguaggio dei segni (LIS).

Ha collaborato con la provincia di Torino, Regione Piemonte; Regione Veneto; Regione Toscana; Comune di Venezia; Comune di Treviso; Comune di Alba; Comune di Torino;  Comune di Asti; Comune di Carbonera ( TV); Ente del Turismo Langhe e Roero;  Enoteca Regionale del Barolo;  Monte dei Paschi di Siena; Fondazione Ferrero Spa;  Premio letterario “Grinzane Cavour “; Premio Letterario “ Strega “, Slow Food; UNESCO;  FIAT AUTO;  IVECO, CRYSLER, BBC ( British  Broadcasting Corporation);   NBC;  CNN; Canal 5 Madrid;   El Pais quotidiano; Jerusalem Post,Tel Aviv, TOROC ( Comitato Olimpico Giochi invernali Torino 2006);  MOMA New York,  Simon Wisenthal Centre, New York; Teatro La Fenice, Venezia; Teatro Carlo Felice, Genova; Teatro Petruzzelli, Bari;  Seat Auto; Benetton Spa; Geox Spa;  Luxottica Spa; Banca Intesa San Paolo di Torino; Cassa di Risparmio di Cuneo; Banca Carige, Banca Popolare di Verona; Rotary Club e Lions Club Venezia, Baltur, Verinox, Tecnoparti; Marchiol Spa, Yahama Tokyo, Rothschild Gruop US; Rolex USA.

pagliero viaggio organizzato

giancarlo in viaggioGiancarlo svolge anche il ruolo di tour leader qualora i diversi tour operator richiedessero la sua presenza. Molti dei viaggi organizzati  sono accompagnati personalmente da lui.

Un buon tour leader, oltre a dover svolgere la parte tecnica relativa ad un viaggio, deve esprimersi correttamente nella lingua del posto e dare al viaggiatore le necessarie informazioni relative ai luoghi che si visitano, dovrebbe riuscire a trasmettere la passione, la cultura e l’anima del paese in cui si svolge l’esperienza del viaggio.

Per fare questo è necessaria una grande, matura e consapevole conoscenza dei popoli, delle tradizioni e dei  costumi e della storia del luogo. In un mondo dove molti improvvisano è importante che il tour leader sia un vero professionista, profondo conoscitore e appassionato del suo lavoro e che, soprattutto, sia specializzato in determinate aree geografiche. Sono fermamente convinto che viaggiare sia un diritto di tutti, ognuno secondo le sue modalità e aspettative. Spesso un viaggio è anche un impegno economico notevole; per questo un vero professionista deve saper svolgere un ruolo duttile e versatile, accompagnando il viaggiatore non solo in un percorso fisico e reale, ma soprattutto in un cammino interiore, l’unico che fa di un viaggio un’esperienza unica ed irripetibile, un cammino che porti le persone a contatto altre persone, senza limitarsi a passarci attraverso.

E’ importante sapere che nessun singolo individuo può in alcun modo, in termini di legge, organizzare alcun tipo di viaggio. La Direzione tecnica dei viaggi proposti è quindi affidata ad agenzie e tour operator in possesso di regolare licenza.

Ringraziamenti

A mia madre a mio padre che di sicuro non avevano previsto per me una vita tanto vagabonda, ma che hanno accettato sempre e di buon grado i cambiamenti, la mia indole raminga e le mie innumerevoli inquietudini. Tutto l’amore possibile a loro , per aver accettato un figlio “difficile” a avergli insegnato che il lavoro è dedizione, impegno e soprattutto correttezza morale.

A mia sorella Chiara, per tutto ciò che abbiamo vissuto in questi anni.

Al mio amore di tutta una vita, l’unico amore possibile, per la pazienza, la devozione e l’impegno, con tutte e due le braccia aperte. Sempre.

A Elisabetta e a Margherita. Perché siete le mie bimbe belle, uniche al mondo, e vi porto nel cuore ogni istante della mia vita, ovunque io sia.

Ad Agnese Zanetti e Laura Filppi per la preziosa amicizia.

A Barbara Merlo di Destinazione Oriente per l’entusiasmo e la fiducia.

A Gurpreet Singh, per l’esperienza bellissima che stiamo vivendo insieme, come soci, amici e fratelli.

Ai nostri corrispondenti all’estero per la loro professionalità , pazienza ed elasticità nel costruire, variare e ricostruire ancora gli itinerari che proponiamo. Senza perdere mai le staffe, anche davanti alle richieste più assurde.

Ai “miei” compagni di viaggio e di avventure, alla gente che ho “guidato” per il mondo in tutti questi anni perché ciascuno di loro mi ha insegnato molto. Grazie a loro per la fiducia, la condivisione, l’amore per la gente e per le cose del mondo.

A tutte le persone comuni che ho incontrato in questi lunghi anni in Asia, Africa e America Latina. Perché senza di loro, senza i loro volti, i loro pensieri e le loro parole  oggi la mia vita sarebbe  più piccola.

Alla Dr. Patrizia Riscica, amica preziosa e cara, che è stata capace di riportare a nuova vita il Giancarlo vero che dormiva in letargo dentro di me.

Al mio webmaster Samuele Agnolin, che da anni sopporta la mia abissale ignoranza informatica con stoicità e pazienza infinita. E per tutto il lavoro svolto nella costruzione di questo sito.

Grazie alla sorte che mi hanno permesso questo straordinario percorso che è stata la mia vita fino ad ora.