Viaggio nella MARCA STORICA
Un percorso che percorre le città murate della provincia di Treviso. Treviso, con le sue porte e la sua cinta muraria. Castelfranco Veneto, Asolo, Vittorio Veneto,Conegliano, Motta di Livenza, Oderzo. Un percorso che si snoda attraverso le località fortificate di maggior importanza storica con cinta murarie, antichissime dimore, castelli imperiosi e paesaggi pittoreschi. Per un week end all’insegna della storia e della natura. Sistemazione in hotel, mezza pensione e visite guidate. Due giorni.Realizzabile tutto l’anno.
LE VILLE VENETE NELLA PROVINCIA DI TREVISO
Nella parte occidentale della Marca si concentra “La Strada dell’Architettura”, un armonioso insieme di chiese, ville e palazzi, borghi, architetture moderne ed industriali che, attraverso un suggestivo itinerario ricoprono quasi mille anni di storia, rievocando nomi prestigiosi quali il Palladio, il Veronese, il Vittoria, il Canova. Visite a VILLA MANFRIN, VILLA AVOGADRO degli AZZONI, VILLA PASSI, VILLA ALBRIZZI-FRANCHETTI, VILLA PALAZZI-TAVERNA, VILLA VALIER LOREDAN, VILLA DE’REALI, VILLA CA’ZENOBIO, VILLA MINELLI. Pranzo in ristorante di specialità trevigiane lungo il percorso. Intera giornata. Alcune ville sono solo visitabile dall’esterno.
POSSAGNO-LA CITTA’ DEL CANOVA
Possagno è un comune di 2.034 abitanti della provincia di Treviso, nascosto fra il Pareton e il Monte Palon. Possagno si distingue dai paesi limitrofi per due motivi, uno storico, l'aver visto i natali dello scultore Antonio Canova, e uno economico, dato dalle industrie di laterizi presenti.
La parola "Possagno" deriva dall'unione di poss e agno, ossia pozza dell'agnello. Infatti Possagno è ancor oggi luogo di transumanza per le greggi che due volte l'anno pascolano nei prati vicini al centro cittadino. Si visternno la Gispoteca decicata al Canova dove vi sono esposti alcuni capolavoro come Amore e Psiche, le Danzatrici e le Tre Grazie, l’ex scuderia, realizzata ai fini espositivi, la casa del Canova, risalente al ‘600 ma restaurata dallo stesso Canova nel ‘700 inserendovi la “Torretta” come atelier espositivo e nell’800 quando ricavò la famosa “Sala degli Specchi”. Si visiterà il Tempio che si staglia con la sua candida mole in cima ad un colle. Imponente costruzione neoclassica con il colonnato dorico che richiama il Partenone di Atene, il corpo centrale derivato dal Pantheon di Roma e l’abside sullo schema delle antiche basiliche cristiane. Al suo interno il Tempio conserva opere di inestimabile valore: l’altare si San Francesco da Paola, la cui pala è opera di Luca Giordano, la Pietà di bronzo opera dello stesso Canova, la tela di Gesù nell’orto di Palma il Giovane e molte altre. Proseguimento per Colmello di Obledo, dove si visiteranno due ville, Villa Bianchi Promoli e Villa Bianchi Sertorio, di notevole antichità e bellezza. Pranzo in ristorante a base di specialità locali. Da effettuarsi in giornata da Treviso.
LE TERRE DEL PROSECCO DOC
La zona di Valdobbiadene rappresenta uno dei più prestigiosi luoghi di produzione del Prosecco DOC, il vino italiano oggi più richiesto ed apprezzato nel mondo, un vitigno autoctono che risale al tempo della colonia romana. Siamo nella storica “Strada del Vino Bianco”, chiamata in seguito Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano e Valdobbiadene, un percorso di 40 km che da Valdobbiadene conduce a Conegliano, un paesaggio fatto da dolci colline, filati ininterrotti di vigneti, borghi antichi e scorci meravigliosi. Un percorso del vino e del cibo in una tradizione di ospitalità antica che ha il sapore della genuinità dal’altri tempi con occasioni per gustare un ottimo vino accompagnato da piatti della tradizione come salumi, formaggi, carni alla brace e funghi.Week end enogastronomico. Hotel, mezza pensione e visite. Due giorni. Realizzabile tutto l’anno, meglio in primavera, estate e autunno
Gli eventi del vino:
Fine maggio: Cantine aperte- Di vino in vino:
Cantine dell’Alta Marca trevigiana, i produttori ella cantine di Conegliano e Valdobbiadene aprono le loro aziende agli enotutisti
Giugno: Calici di…vini:
Degustazione delle migliori etichette dell’annata ed incontro con i produttori campioni della Primavera del Prosecco dell’annata in corso.
Fine settembre: Festa dell’uva
A Conegliano. In degustazione nella carnice dello splendido centro storico, oltre 300 vini selezionati dal Consorzio Enologico EnoConegliano, abbinati a prodotti della gastronomia locale.
ASOLO
Asolo, città preromana, prende il nome dal latino Acelum, a sua volta dal greco Akedon, che deriva da Ak, cioè «aguzzo». Asolo fu un importante centro abitato fin dal IX secolo a.C., dove è attestato un insediamento di Veneti. In periodo romano ebbe una notevole crescita fino a diventare municipio romano. Oggi Asolo è una splendida piccola città sulla Pedemontana caratterizzata dalla Rocca che offre una spettacolare vista sul centro storico. Letterati, poeti ed artisti visitarono e amarono Asolo, dal Curducci che la chiamò la Città dei cento orizzontia, ad Ada Negri, da Lorenzo Lotto al Giorgione, dal Palladio al Canova, da Marius Pictor ad Eleonora Duse, che ad Asolo trovò la sua dimora e qui venne sepolta. Si visteranno la Cattedrale, la chiesa di San Gottardo, il convento dei SS Pietro e Paolo, Palazzo Beltramini,m la chiesa di Santa Caterina e quella di Sant’Anna, nonché il Castello che contiene oggi il Teatro Duse. La città è anche il palcoscenico di molti eventi musicali, teatrali e culturali specialmente nella stagione estiva ed autunnale. Il percorso che porta ad Asolo è una continua sopresa e si snoda attraverso salite sinuose in cui s’incontrano molto dei piacere della vista, ma anche del gusto e del palato. Come le ottime produzioni locali di olio, miele, prodotti di malga della Pedemontana e del Monte Grappa ed i vini del Montello e dei Colli Asolani. Hotel da 2 o 4 stelle o Bed&Breakfast. Week end o soggiorni più lunghi. Possibile anche visita in giornata da Treviso. Visite libere( o visite guidate a pagamento).
IL FEUDO DI COLLATO, FRA STORIA e LEGGENDE
Percorso di una giornata da Treviso verso il comune di Susegana dove si trova il Feudo di Collalto, ad est di Conegliano. La Contea dei Collalto nasce in pieno medioevo, attorno all’anno mille per governare Treviso. Dopo due secoli avviene il trasferimento dei nobili nei due castelli di Collalto e di San Salvatore a Susegana, edificati apposta perché, insieme alle Prealpi ed al fiume Piave, delimitassero e facilitassero il controllo del territorio che si era allargato fino a 30.000 ettari. Sono molti i fatti e i personaggi che nel corso del tempo hanno caratterizzato le terre del feudo e la cui cultura si è manifestata anche attraverso arte e letteratura.Il Castello di Collalto invece fu costruito nel 1110 da Endisio I; attualmente sono sono rimasti solo dei ruderi che rappresentano ciò che resta di uno dei più antichi possedimenti dei Conti di Collalto. Una leggenda locale narra che per gelosia Chiara da Camino, moglie di Rambaldo VIII di Collalto, abbia murata viva, in una delle torri del castello, la damigella Bianca di Collalto il cui suo fantasma certe volte si aggirerebbe ancora, lamentandosi, tra i resti del maniero. Visita al Castello di Susegana. Il castello di Susegana ha origini medievali ed è nato come roccaforte; costruito infatti sulla cima del borgo fortificato di Susegana, numerose volte deve aver accolto gli abitanti del feudo in fuga da attacchi nemici. La storia di questo maniero, che ha tipico impianto architettonico medievale, è legata alle vicissitudini dei suoi proprietari, la nobile famiglia dei Collalto. Destinato a divenire uno dei più estesi castelli tardomedievali italiani, il Castello di San Salvatore subì pesanti rovine subita tra il 1917 e il 1918, quando il territorio comunale venne a trovarsi nella zona di occupazione Austro-Tedesca a seguito della rotta di Caporetto. Pranzo in osteria tipica con specialità locali. Effettuabile in giornata da Treviso. .
LE TERRE DEL PROSECCO DOC
Un percorso che percorre le città murate della provincia di Treviso. Treviso, con le sue porte e la sua cinta muraria. Castelfranco Veneto, Asolo, Vittorio Veneto,Conegliano, Motta di Livenza, Oderzo. Un percorso che si snoda attraverso le località fortificate di maggior importanza storica con cinta murarie, antichissime dimore, castelli imperiosi e paesaggi pittoreschi. Per un week end all’insegna della storia e della natura. Sistemazione in hotel, mezza pensione e visite guidate. Due giorni.Realizzabile tutto l’anno.
IL MOLINETTO DELLA CRODA. Il bosco degli gnomi e delle fate.
Il Molinetto della Croda è davvero un luogo magico. L’edifico, in parte scavato nella pietra è un esempio della bellissima architettura rurale del XVI sec. La cascata del fiume Lienza ha un dislivello di circa 12 m. enel bacino sottostante una corrente circolare non permette agli oggetti galleggianti di uscire dall’acqua. Il mulino è rimasto in funzione fino la 1953 ed ora, dopo debito ed accurato restauro, è stato reso di nuovo funzionante. Da qui partono alcuni sentieri che si inerpicano sopra la cascata, in bosco di querce che avvolgano il viandante in un’atmosfera quasi magica, fra ciclami selvatici che col loro profumo avvolgono il viaggiatore. Consigliabile in tutte le stagioni. Si sale prendendo la via Costa Bavera dove cinquanta metri più avanti si prosegue per la carraia nord che porta al Pecolon tra un'insieme di tipici vigneti di alta collina. Le sponde più impervie sono ricoperte da boschi di querce, carpini e frassini. La parte sommitale del Pecolon, ai piedi del Monte Mondaresca, ospita un uliveto di recente impianto. Da qui si può fare una breve deviazione salendo fino al Ristorante Mondaresca per poi tornare indietro e scendere verso il Vallotai la cui parte alta è di notevole interesse naturalistico e viticolo. L'area del Molinetto della Croda, posta a ridosso dell'asse carbonifero Corbanese – Monfumo, è stata oggetto di una lunga attività mineraria di estrazione della lignite che è iniziata nel 1866 ed ha avuto il periodo più fiorente tra il 1936 e il 1947, epoca in cui il carbone veniva utilizzato dall'industria bellica e dalle fornaci di laterizi. L'attività estrattiva è cessata definitivamente nel 1950 a seguito dell'apertura dei mercati di combustibili più pregiati. Il sito minerario, immerso in un gradevole ambiente naturalistico dotato di sentieristica, vide occupati fino a 150 minatori. Oggi rimangono a testimonianza di detta attività numerosi imbocchi di gallerie e tracce del percorso della decouville e delle teleferiche per il trasporto del carbone fino alle tramogge poste a fondovalle. Visita dell’ all'antica pieve di San Pietro di Feletto, del VIII secolo. Si torna indietro attraversando Refrontolo e proseguendo verso Solighetto, si passa a fianco della Villa Brandolini e si punta per Follina. Qui si visita l'Abbazia risalente al XII secolo, e il centro storico. Pranzo in ristorante con specialità tradizionali. Effettuabile in giornata da Treviso.
ALLA SCOPERTA del SILE- NAVIGAZIONE in BATTELLO
Siamo in grado di organizzare per Voi una serie di crociere sul fiume Sile, dalla mezza giornata di navigazione alle crociere più complesse di alcuni giorni. Per godere della quiete del paesaggio fluviale su di sicurissime motobarche attrezzate con soste e visita dei luoghi toccati da percorso:
-da Altino a Treviso Fiera con pranzo incluso ( mezza giornata )
-da Altino attraverso il Parco Regionale del Sile, Casier. Casale sul Sile. Il fiume è ricco di fauna ittica e di numerose specie di uccelli. Il paesaggio si snoda attraverso ontani, pioppi e salici tra cui si affacciano le Ville del Sile, meno note di quelle del Brenta, ma altrettanti piene di fascino. Si visterà anche il cimitero dei burci, gli antichi barconi ormai in disuso, a testimonianza del fatto che il Sile era fino agli anni ’70 una vera e propria arteria d’acqua. Pranzo incluso in ristorante ( intera giornata).La navigazione sul fiume Sile può essere abbinabile ad una giornata di visite alla città di Treviso o alle altre escursioni proposte. Periodo migliore: tarda primavera, estate, autunno.
ANDAR PER OMBRE
Circuito enogastronomico abbinabile al percorso storico della città di Treviso. “ Visita guidata” con degustazione di “cicchetti”ed “ombre” nelle osterie più caratteristiche della città. Durante questo percorso di degustazione si potranno gustare vini e i tipici stuzzichini trevigiani: affettati, formaggi, verdure grigliate, pesce ed il famoso radicchio rosso di Treviso ( in stagione ) e molto altro ancora. Durata: 2 ore.
TREVISO NOTTURNA
Treviso non possiede certo lo sfavillio di New York , ma è senza dubbio una città dal grande fascino anche in versione notturna, con i suoi monumenti sapientemente illuminati, i suoi canali, le sue acque che scorrono placide fra le antiche mura. La serata si apre con una cena tradizionale presso un’osteria del centro storico ( a richiesta anche presso il rinomato ristorante “Le Beccherie”, dietro Palazzo dei Trecento, per coloro che cercano atmosfere più raffinate, senza rinunciare ai piatti della tradizione ) e prosegue con una passeggiata guidata alla scoperta delle leggende di una Treviso antica, fra miti, personaggi storici, dame, cavalieri e fantasmi che si affacciano per voi da un passato lontano, rivelando i misteri dei questa antica città. Durata della visita: 2 ore. Possibilità di sola visita senza cena.
E ancora VENEZIA….
Circuiti al di là del solito triangolo San Marco-Rialto-Accademia. La vicinanza di Treviso a Venezia ha reso possibile la realizzazioni dei seguenti circuiti:
VENEZIA EBRAICA
La presenza degli ebrei nel territorio che sarebbe divenuto della Repubblica Veneta viene documentata sin dai primi secoli dell'era volgare. A Venezia, grande centro di scambi fra l'oriente e l'occidente giunsero, secondo la tradizione, verso gli inizi del secolo XI°. A poco a poco, nonostante l'alternarsi di permessi e divieti di soggiorno in città, gli ebrei divennero a Venezia un nucleo considerevole. Avvertendo la necessità di organizzare la presenza ebraica in Venezia, il governo della Repubblica, con decreto del 29 marzo 1516, stabilì che questi dovessero abitare tutti in una sola zona della città, nell'area dove anticamente erano situate le fonderie, "geti" in veneziano; inoltre stabilì che dovessero portare un segno di identificazione e li obbligò a gestire banchi di pegno a tassi stabiliti dalla Serenissima nonché a sottostare a molte altre gravose regole, concedendo in cambio libertà di culto e protezione in caso di guerra. I primi ebrei a uniformarsi al decreto provenivano dall'Europa Centrorientale, e fu proprio a causa della loro pronuncia che il termine veneziano "geto" venne storpiato in "gheto" originando il termine che oggi viene usato per indicare diversi luoghi di emarginazione. Il "Gheto" veniva chiuso durante la notte, mentre custodi cristiani percorrevano in barca i canali circostanti per impedire eventuali sortite notturne: nacque così il primo ghetto d'Europa.Le sinagoghe, o "Scole", del ghetto veneziano vennero fatte costruire, tra il primo quarto del 1500 e la metà del 1600 dai vari gruppi etnici: sorsero così le Scole askenazite Tedesca e Canton, la Scola Italiana, le Scole sefardite Levantina e Spagnola. Rimaste intatte nel tempo, malgrado alcuni interventi posteriori, queste sinagoghe testimoniano il valore del ghetto di Venezia, le cui altissime case, divise in piani più bassi della norma, dimostrano quanto fosse aumentata attraverso gli anni la densità della popolazione.Nel 1797, dopo la caduta della Serenissima, Napoleone decretò la fine della segregazione e l'equiparazione degli ebrei agli altri cittadini; tale disposizione divenne definitiva con l'annessione di Venezia al Regno d'Italia. Il 1938, anno di promulgazione delle leggi razziali fasciste, vide gli ebrei privati dei diritti civili e l'inizio delle persecuzioni nazi-fasciste che a Venezia portò alla deportazione di 204 ebrei veneziani: di questi solo 8 fecero ritorno dai campi di sterminio.Quello che fu il primo ghetto d'Europa è oggi un vivo e frequentato rione della città dove permangono tuttora le istituzioni religiose e amministrative ebraiche e cinque sinagoghe. Visita guidata del Ghetto, il Museo Ebraico di Venezia, la Sinagoga di Scuola tedesca, quella di Scuola spagnola e quella di Scuola levantina. Visita dell’antico cimitero ebraico. Mezza giornata (Museo, sinagoghe e cimitero sono chiusi il sabato e le festività ebraiche, il 25 dicembre, il 1° gennaio e il I° maggio ).
LA VENEZIA DEGLI ORTODOSSI E DEGLI ARMENI
Il percorso parte da Sestriere di Cannaregio e prevede la visita delle chiese di S. Alvise, con l'interno ad un'unica navata che ha la suggestiva particolarità di essere attraversato dall'"antico barco" quattrocentesco, il coro pensile delle monache, che comunica direttamente con il convento, e quella della Madonna dell'Orto - all'interno della quale si trovano opere di Tintoretto e di Cima da Conegliano; mentre il sagrato conserva l'antica pavimentazione in cotto spinato tra riquadri in pietra d'Istria. A Palazzo Labia si potrà poi visitare il Salone delle feste, dove sul soffitto e sulle pareti si trovano gli affreschi che Tiepolo dedicò alle storie di Cleopatra e al Trionfo di Apollo. I Greci ortodossi di Venezia hanno una lunga storia a Venezia, la cui comunità fu fondata nel 1498, anche se la presenza di mercanti greci nella città lagunare era frequente già all'epoca dell'impero bizantino. La Confraternita greca a Venezia è stato il più antico ed importante centro della diaspora ellenica; inizialmente aveva sede nella chiesa di San Biagio, ma nel 1511 il Consiglio dei Dieci approvò la costruzione della chiesa di San Giorgio, oggi sede della Metropolia in Italia. Fra le opere che vi si possono ammirare, è famosa l'icona bizantina di Cristo Pantocratore. Visita del Museo delle Icone, dove sono conservate, oltre a molte icone, codici miniati, paramenti sacri ricamati in oro e oggetti di piccolo artigianato di grande valore storico e artistico. Lunga e travagliata è anche la storia della comunità armena che, una volta insediatasi in città, la elesse a patria ideale; la visita all'isola di S. Lazzaro degli Armeni, di proprietà della Comunità Armena di Venezia, permette di conoscere meglio questo popolo. In un primo tempo destinata ad uso ospedaliero per il ricovero dei lebbrosi, così come può far intuire il nome, e poi abbandonata dopo la scomparsa della malattia, nel 1717 fu assegnata dalla Repubblica di Venezia al monaco e nobile armeno Manug di Pietro detto Mechitar, che era sfuggito all'invasione turca della sua terra. Lo scopo di padre Mechitar era di conservare le memorie del loro passato, e favorire l'accrescimento e la diffusione della cultura armena: i padri mechitaristi svolgono così ormai da secoli una scrupolosa opera di raccolta e conservazione di manoscritti scampati alle distruzioni e la loro biblioteca conta oltre 45.000 volumi, circa 4.000 manoscritti databili a partire dal VII secolo, miniature, cimeli e vari oggetti d'arte, mentre nel museo è conservata anche una mummia egizia. Fino al 1993 era attiva anche una stamperia autonoma in grado di pubblicare testi in 36 lingue, tanto da rendere l'isola di San Lazzaro un punto di riferimento mondiale per le culture orientali. Terminata la visita a San Lazzaro, destinazione San Zaccaria e, dopo una passeggiata a San Marco, rientro in treno a Treviso. ( una giornata). Pranzo libero .
MODERN VENICE
Percorso attraverso il novecento veneziano alla scoperta dei luoghi, degli spazi e delle architetture più attuali della città. Si parte dalla Fondazione Querini Stampalia disagnata da Claudio Scarpa nel ’49 , anche autore del restuaro dell’ex Showroom Olivetti Si presegue lungo la riva degli Schiavoni si arriva ai Giardini della Biennale, dove si possono ammirare il Giardino delle Sculture e il padiglione Italia del 1952 e il Padiglione del Venezuela, del ’56. Arrivando verso Piazzale Roma, accanto alla chiesa di San Nicolò da Tolentino troviamo l’ingresso dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, che Scarpa progettò tra il 1966 e il 78, realizzato componendo i frammenti di un antico portale in pietra d'Istria recuperato dai lavori di restauro dell’edificio che ospita lo IUAV. A Piazzale Roma si può vedere il quarto ponte sul Canal Grande, gioiello di design e architettura moderna, incastonato nel Canal Grande tra la Stazione Ferroviaria e Piazzale Roma: il nuovo ponte progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava Infine prendendo un vaporetto e raggiungendo il Lido di Venezia si può passeggiare tra le ville in stile Liberty del centro o arrivare fino al lungomare dove si trova il celebre Hotel Excelsior in stile moresco. Vicino all’Hotel Excelsior si possono ammirare anche il Palazzo del Cinema e il Palazzo del Casinò, due edifici costruiti negli anni ’30, sedi dei più importanti eventi culturali e mondani che animano la città durante l’estate e in particolar modo a settembre, quando il Lido ospita la celebre Mostra Internazionale di Cinema di Venezia.
DI BACARO IN BACARO
I bacari ( le antiche osterie di Venezia ) erano molto apprezzati anche da uomini di cultura dello stampo di Wagner e Carlo Goldoni, che a contatto con gli avventori che vedeva in quei luoghi, trasse ispirazione per molte delle sue commedie. I bacari, sparsi un po’ in tutta la città, sono luoghi spesso poco appariscenti, un poco nascosti, dove si possono ancora assaggiare i “cicheti”, assagini tipici della tradizione gastronomica veneziana accompagnati da un calice di buon vino; trippa cotta, sarde in saor, la costradina di carne di montone, seppie fritte, pesce, moscardini, polpette di carne, baccalà con polenta fritta, la milza di manzo, uova sode e mille altre prelibatezze locali. Tutto viene sempre innaffiato con “un’ombra de vin” L’etimologia del termine ombra sembra derivare dal fatto che nel passato, per mantenere il vino la fresco, gli ambulanti spostavano le damigiane di vino all’ombra del campanile di San Marco. Oggi l’ombra è ancora un rito tipicamente veneziano, vissuto e praticato da giovani e da anziani indifferentemente. Il percorso prevede la visita e la degustazione presso tre bacari nelle zone di Rialto. A pranzo o a cena.


